Biosystem
Risobiosystem è una ricerca partecipativa svolta tra il 2016 ed il 2019 che ha coinvolto numerosi attori, per lo studio di tecniche valide per la risicoltura biologica. l’importanza di questa ricerca è l’aver studiato e monitorato in campo le tecniche già utilizzate da agricoltori biologici, creando gruppi di studio e confronti.
Tra i partecipanti Il MIPAAF (ministero che ha finanziato), il CREA (centro ricerca economia ed agricoltura) UniMI (Università Milano) UNITO (Università Torino), il DISAFA (Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari) IRCrES (Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica e Sostenibile). La ricerca si è svolta in 5 aziende piemontesi ( eravamo in 5 di Rovasenda), lomelline e una toscana
Il biodistretto del riso piemontese è nato come logica conseguenza di questa ricerca. Molti agricoltori del gruppo infatti, avendo colto l’importanza dello studio e dell’unione, hanno sentito l’esigenza di continuare una esperienza insieme.
Il Biodistretto su Rai 3
Servizio di Geo, mandato in onda su Rai 3 in cui si parla del Biodistretto del Riso Piemontese, della Baraggia di Rovasenda.
Evento il funambolo
Il 10 settembre 2022 a Rovasenda in provincia di Vercelli Good Land ha scelto di presentare i suoi risi bio, coltivati da donne e uomini che hanno costruito il primo Biodistretto del riso piemontese, affidando il compito alla sensibilità del funambolo Andrea Loreni.
Isoetes
La biodiversità non può aspettare: proteggiamola oggi, per il futuro di tutti
Tra gli obiettivi del Biodistretto del Riso Piemontese è la tutela dell’ambiente e delle biodiversità e, proprio nel territorio intorno a Rovasenda, vivono le ultime colonie europee di una felce antichissima risalente al mesozoico, tra i 250 ed i 65 milioni di anni fa. La sua scoperta scientifica risale al 1858 ad opera di Cesati e De Notaris ed è attualmente una delle piante più minacciate in Italia. Arpa Piemonte con il dott. Enrico Rivella si occupa del monitoraggio delle colonie con il pieno appoggio delle aziende del Biodistretto
Segue un articolo del dott. Enrico Rivella
Isoetes malinverniana è una felce acquatica endemica della pianura padana nordoccidentale, tipica di acque correnti pulite e temperate, inserita nella categoria di rischio internazionale “criticamente in pericolo” a causa della forte riduzione di areale verificatasi negli ultimi decenni. Scomparsa nella maggior parte del suo areale mantiene un ultimo nucleo di popolamenti nei fossi irrigui della pianura risicola della Baraggia vercellese al piede dei primi rilievi montuosi, tra Lenta, Rovasenda, Ghislarengo e Arborio.
Questo territorio è stato individuato dall’Unione Europea come sito Natura 2000 col titolo “Stazioni di Isoetes malinverniana” cod.IT1120026. Al fine di garantire condizioni gestionali sostenibili per la conservazione della specie, ARPA Piemonte verifica con continuità le condizioni ambientali delle stazioni relitte e l’applicazione di misure gestionali della rete irrigua concordate con l’ente gestore della stessa, il Consorzio Irriguo della Baraggia.
Le principali minacce per la specie sono costituite dal dragaggio dei canali con mezzi meccanici, dalla cementificazione dei canali, dalle forti oscillazioni stagionali e periodi troppo prolungati di secca invernale, oltre all’inquinamento e eutrofizzazione delle acque.
I risultati del progetto Risobiosystem
IL RISO BIOLOGICO ITALIANO: ANALISI ECONOMICA, POLITICHE E CERTIFICAZIONE
Nel presente volume sono proposti i principali risultati ottenuti nel corso del progetto Sviluppo e trasferimento a sostegno della risicoltura biologica – Risobiosystems che ha visto coinvolti diversi partner di ricerca pubblico-privata tra cui il Centro di Bioeconomia e Politiche del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA).
In particolare, è stata cura di questo Centro di ricerca fornire il framework normativo e di politica agraria entro cui si inserisce la produzione di riso biologico italiano. Inoltre, è stato analizzato in maniera critica il sistema di controllo e vigilanza per la produzione e la certificazione di riso biologico secondo quanto prevede l’attuale
Regolamento (CE) n. 834/07 e i relativi atti attuativi nonché la normativa nazionale (D.M. n. 3286 del 05/08/2016).
La ricerca è stata condotta applicando un approccio multi-attore e le principali tecniche di coinvolgimento degli stakeholder previsti dalla sociologia rurale (focus group, interviste in profondità).
Inoltre, il sistema di produzione italiano del riso biologico è stato contestualizzato nel quadro produttivo mondiale ed europeo da cui è emersa l’importanza che l’Italia riveste come player sul mercato non solo europeo ma anche mondiale, in grado di fornire un riso di qualità con una forte connotazione locale di prodotto Made in Italy.
Un ultimo approfondimento è stato fatto sull’analisi della sostenibilità economica di un gruppo di aziende operanti nel distretto risicolo compreso tra le provincie di Vercelli, Novara e Pavia, utilizzate come casi-studio. In particolare, tramite l’impiego di alcuni indici di bilancio, sono state valutate la produttività e la redditività aziendale e, facendo ricorso alla contabilità analitica, sono stati stimati i costi di produzione della risicoltura biologica.
La Risaia Biologica
Esternalità positive della risaia biologica e ricerca partecipata per lo sviluppo di innovazione
a cura di Francesca Orlando
Univeristà degli Studi di Milano
(Dip. Scienze e Politiche Ambientali)
francesca.orlando@unimi.it
Uno studio approfondito e chiaro sui molteplici benefici dal ritorno al biologico grazie anche al Biodistretto del Riso Piemontese.
