Riso Resiliente

Il progetto riso resiliente

Un’iniziativa per innovare la risicoltura, tutelare la biodiversità e garantire un futuro sostenibile al territorio

Progetto Riso Resiliente

l progetto ‘Riso Resiliente’ (2018-2022) rappresenta un’iniziativa pionieristica nel settore della risicoltura biologica italiana. Nato per rispondere alle sfide ambientali della monocoltura intensiva – tra cui perdita di biodiversità, salinizzazione dei suoli e resistenza alle infestanti – il progetto ha sviluppato soluzioni innovative attraverso un approccio partecipativo che coinvolge agricoltori, ricercatori e tecnici. Concentrandosi sull’adattamento varietale e sull’introduzione di Materiale Eterogeneo Biologico, il progetto mira a creare sistemi risicoli più sostenibili e resilienti ai cambiamenti climatici.

La produzione risicola è localizzata principalmente nelle aree agricole intensive e fertili della Pianura Padana ma si sta espandendo in areali in cui la coltura era stata nel tempo abbandonata. Nelle zone vocate, il riso viene gestito come monocoltura che induce rilevanti problemi ambientali. L’Italia continua ad avere più di 200 varietà di riso registrate nel catalogo varietale nazionale, 132 di queste sono moltiplicate e commercializzate come sementi. Negli ultimi anni il 70% della produzione è rappresentato da sole 20 varietà. In questo scenario hanno giocato un ruolo importante le tecnologie di selezione varietale legate alla resistenza agli erbicidi (©Clearfield e ©Provisia), che hanno di fatto concentrato il mercato del sistema sementiero. Parallelamente a questa dinamica, negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento della produzione di riso biologico. Il fenomeno è guidato da pochi agricoltori che hanno saputo innovare le tecniche agronomiche senza grande supporto istituzionale, soprattutto per ciò che riguarda il contenimento delle infestanti. L’innovazione agronomica non è stata sufficientemente accompagnata da quella varietale.

In questa contraddizione, grazie al progetto “Riso Resiliente” (2018- 2022), sono state sperimentate alcune soluzioni per sviluppare varietà adatte al biologico, coerenti alle differenti e molteplici soluzioni agronomiche di campo. Il processo di ricerca partecipativa, che ha coinvolto 7 aziende e più di 200 risicoltori, si è proposto di identificare le varietà di riso più adatte alla coltivazione biologica e biodinamica con lo scopo di facilitare la transizione dei sistemi risicoli convenzionali, con l’obiettivo a lungo termine di risolvere le questioni più critiche e urgenti dei sistemi risicoli e di quelli naturali e di paesaggio in cui sono inseriti: la scarsità d’acqua, la salinizzazione del suolo, la presenza di nuove comunità di infestanti, la coesistenza con molti animali in habitat umido, la perdita di biodiversità e l’emissione di gas serra.

E’ stato dimostrato come la resa in campo è fortemente dipendente dalle interazioni genotipo x località e genotipo x tecnica agronomica utilizzata per il contenimento delle infestanti. I risultati hanno permesso di identificare alcune promettenti combinazioni agronomiche/varietali che possono aumentare la stabilità delle rese nel tempo e rafforzano nel loro complesso l’importanza dell’adattamento specifico anche per le scelte varietali nel riso.

Parallelamente a questi studi, si sono introdotti gli stessi risicoltori biologici allo studio dei possibili vantaggi derivanti dall’utilizzo di Materiale Eterogeneo Biologico, costituito inizialmente da una miscela di varietà appartenenti alle diverse classi merceologiche con lo scopo di appurare materiali eterogenei possano presentare gli stessi vantaggi sul contenimento delle infestanti, sull’uso dei nutrienti e mitigazione dei patogeni riscontrati sull’utilizzo delle altre specie, in cooperazione con la conoscenza degli agricoltori dei loro agroecosistemi.

De Santis, G., Ponzini, D., Stentella, R., Gaifami, T., Bussi, B., Caimo Duc, R., Stocchi, U., Cuneo, M., Paravicini, M., Bocci, R., Petitti, M. and Ceccarelli, S. (2022) Participatory Evaluation of Rice Varieties for Specific Adaptation to Organic Conditions in Italy. Sustainability, 14(17): 10604

Materiale Eterogeneo Biologico in risicoltura

Il materiale eterogeneo biologico rappresenta una delle maggiori novità del nuovo regolamento europeo per il biologico (UE 2018/848) e un’evoluzione rispetto all’esperimento temporaneo sulle popolazioni di cereali (2014/150/UE).

Il materiale eterogeneo è definito come un insieme vegetale che:

a) presenta caratteristiche fenotipiche comuni;

b) è caratterizzato da un elevato livello di diversità genetica e fenotipica […];

c) non è una varietà […];

d) non è una miscela di varietà;

e) è stato prodotto in regime biologico (art. 3§19).

Queste popolazioni possono essere costituite da: miscele di incroci, miscele dinamiche e materiale non uniforme gestito in azienda. L’innovazione del materiale eterogeneo vale per tutte le specie agrarie e ortive, includendo anche popolazioni locali particolarmente eterogenee.

Nell’ambito del progetto Riso Resiliente, nel 2020 sono state costituite 3 miscele dinamiche: una di risi lunghi A composta da 25 varietà, una di risi medi composta da 16 varietà e una di risi tondi formata da 8 varietà. Queste miscele sono state introdotte in 7 aziende agricole tra Lombardia e Piemonte, differenti per ambiente e tecnica agronomica adottata. Di anno in anno sono state riseminate all’interno della stessa azienda per studiarne l’adattamento e monitorarne parametri come resa e resistenza a patogeni. Parallelamente agli studi relativi agli aspetti agronomici, sono state valutate le caratteristiche di lavorabilità in riseria e sono stati effettuati numerosi panel test e questionari di gradimento con agricoltori, ristoratori e consumatori.

Nel 2023 il MEB risi medi è uscito dalla dimensione sperimentale per affacciarsi a quella produttiva, con la coltivazione del primo ettaro di risaia.

MEB popolazione risi medi “Riso Resiliente”

Per MEB (Materiale Eterogeneo Biologico) si intende un insieme di varietà diverse coltivate nello stesso campo. Questa biodiversità fa sì che non sia più l’agricoltore a scegliere il seme, ma siano le condizioni ambientali e climatiche a selezionare i semi più adatti.

Se un anno si presenta siccitoso, alcuni semi produrranno più di altri. Al contrario se un anno si presenta più piovoso, saranno altri semi a produrre meglio rispetto ad altri. In questo modo la resa del campo è garantita sempre.

La capacità di adattarsi implica che la popolazione dinamica non sia sempre uguale: a seconda dell’annata climatica varierà l’adattamento e quindi potranno variare i profumi e gli aromi del riso.

Per costituire la popolazione sono state utilizzate 16 varietà di riso italiano a chicco medio ottenute come risorse genetiche da diverse banche del germoplasma:

  • Dellarola – IRRI, Filippine
  • Maratelli – IRRI, Filippine
  • Precoce Gallina – Casa delle Sementi Rete Semi Rurali, Scandicci (FI) 
  • F. Roncarollo – IRRI, Filippine
  • Sancio P6 Tipo – IRRI, Filippine
  • Vialone Nero Tipo – IRRI, Filippine
  • Novara – CREA-CI, Vercelli
  • Corbetta – CREA-CI, Vercelli
  • Vialone Nano – IRRI, Filippine
  • Lomellino- CREA-CI, Vercelli
  • Monticelli – IRRI, Filippine
  • Piemonte –  IRRI, Filippine
  • Prometeo – IRRI, Filippine
  • Rosa Marchetti – IRRI, Filippine
  • Rio – IRRI, Filippine

Nel 2020, dopo un processo di selezione partecipativa a cui hanno contribuito agricoltori, ricercatori, tecnici e appassionati, è stato costituito per la prima volta il materiale di partenza che, riseminato anno dopo anno, è in grado di adattarsi alle condizioni specifiche di coltivazione e alle condizioni climatiche sempre più variabili.

La popolazione Riso Resiliente a chicco medio è adatta per risotti, minestre e insalate di riso e ha un contenuto in amilosio medio. Può essere acquistato presso www.risosolidalerovasenda.com


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